19. LA VITA DELL'UOMO NON FINISCE CON LA MORTE, LA MORTE PONE FINE SOLO AL SUO CORPO FISICO



È del tutto errata l'opinione secondo cui la vita dell'uomo sulla Terra finisce per sempre con la sua morte, che pone fine, per sempre, anche alla sua responsabilità per aver vissuto sulla Terra nel bene e onestamente, o nel male e disonestamente. La morte dell'uomo è solo la sua rinascita nel mondo spirituale, in cui le persone hanno cittadinanza sin dalla notte dei tempi. "Non abbiamo quaggiù (sulla Terra) una città stabile" (Lettera agli Ebrei 13, 14). "La nostra cittadinanza infatti è nei cieli…" (Lettera ai Filippesi 3, 20). Nel mondo spirituale l'uomo vive la seconda parte della sua vita, durante la quale la sua vita terrena appena terminata viene valutata e ricompensata. L'unità di misura del bene e del male è da sempre la legge morale naturale, di seguito indicata solo come la Legge, definita la Legge della saggezza, dell'amore e della giustizia. È fuorviante per l'uomo l'opinione secondo cui si può anche fare del male perché alla fine trionfi il bene. La seconda parte della vita dell'uomo termina con la sua rinascita da nuovi genitori sulla Terra, scelti per lui da esseri spirituali. Questo ritorno viene oggi definito reincarnazione, senza di essa non sarebbe possibile l'educazione dell'uomo a immagine del Creatore, che è suddivisa in sette giorni cosmici. Attualmente si sta svolgendo la fine del quarto giorno cosmico. Sta alle persone decidere se diventare luce e non buio, ossia servi del male e rifiuti dell'evoluzione. In origine la reincarnazione era uno dei segreti spirituali, ciò nonostante, nella Bibbia sono presenti informazioni esplicite sull'esistenza della reincarnazione: "E se lo volete accettare, egli (Giovanni Battista) è l’Elia che dovea venire. Chi ha orecchi oda." (Matteo 11, 14.15). Il profeta Elia visse nel Regno di Israele sotto Acab (875-853). Della reincarnazione parla anche la traduzione di Lutero della Bibbia: "Ich bin nacket von meiner Mutter Leibe gekommen; nacket werde ich wieder dahinfahren." (Hiob 1, 21). Della reincarnazione nella Bibbia informa inoltre l'opuscolo ceco di František Venzara "La reincarnazione nella Bibbia" (SPMZ, Štěpánov u Olomouce 2004, ISBN 80-86519-09-0).
L'esistenza ininterrotta e sensata della vita delle persone e la loro libertà di scegliere fra il bene e il male, la luce e il buio sono garantite innanzitutto dallo spirito dell'uomo, di cui leggiamo nella Bibbia: "È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla"(Giovanni 6, 63). "Lo spirito dell'uomo è una fiaccola del Signore" (Proverbi 20, 27). Del senso e dello scopo della vita dell'uomo ci informa la Bibbia in questo modo: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza" (Genesi 1, 26). Questa somiglianza è spirituale e l'avvicinamento delle persone a questo obiettivo spirituale si può garantire solo con la graduale spiritualizzazione di tutto l'uomo mediante l'educazione e l'auto-educazione. Tutto l'uomo, però, non è costituito da un solo pezzo, è composto da tre parti: "Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo" (Prima lettera ai Tessalonicesi 5, 23). Tutte le parti dell'uomo, compreso lo spirito, vanno sviluppate con la spiritualizzazione costante.
Sull'educazione da parte del Nostro Padre Celeste leggiamo questa informazione biblica: "Costoro (i nostri padri terreni) infatti ci correggevano per pochi giorni, come sembrava loro; Dio invece lo fa per il nostro bene, allo scopo di farci partecipi della sua santità." (Lettera agli Ebrei 12, 10). La parola "Padre" presuppone anche l'esistenza della Madre. "Forse che io ho piacere della morte del malvagio - dice il Signore Dio - o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?" (Ezechiele 18, 23). "Non ti lascerò né ti abbandonerò. Tu dunque sii forte e molto coraggioso, per osservare e mettere in pratica tutta la Legge che ti ha prescritto Mosè, mio servo. Non deviare da essa né a destra né a sinistra, e così avrai successo in ogni tua impresa. Meditalo giorno e notte, per osservare e mettere in pratica tutto quanto vi è scritto" (Giosuè 1, 5.7). "La carne tende alla morte" (Lettera ai Romani 8, 6). La situazione in una società in cui l'evoluzione della morale, ossia del carattere umano, non è una priorità del potere statale e dei partiti politici, viene descritta dalla Bibbia in questo modo: "Così è trascurato il diritto e la giustizia se ne sta lontana, la verità incespica in piazza, la rettitudine non può entrarvi" (Isaia 59, 14).

            Il principio del sonno e quello della morte sono identici. Tale principio è l'assenza dell'Io spirituale umano nell'uomo. Nel caso del sonno, tale assenza dura solo una notte, nel caso della morte dura molti anni, perché l'Angelo della morte interrompe (taglia, disgiunge, separa) l'unione eterea fra l'Io e il corpo fisico, rendendo impossibile il ritorno dell'Io nel proprio corpo fisico. Un esempio ceco di reincarnazione è il maestro Jan Hus, condannato al rogo a Costanza il 6 luglio 1415, reincarnato come Jan Amos Komenský, maestro delle nazioni (1592-1670). Quest'ultimo si reincarnò in Tomáš Masaryk (1850-1937), il primo presidente della Cecoslovacchia indipendente. Sul principio della morte si legge nella Bibbia: "Ricordati del tuo Creatore,...prima che si spezzi il filo d’argento...e ritorni la polvere alla Terra, com’era prima, e il soffio vitale torni a Dio, che lo ha dato" (Qoèlet 12, 6.7).

            Le informazioni più recenti sullo spirito e la morte dell'uomo, che riportiamo più avanti, sono tratte dalle opere della studiosa di spiritualità Alma Excelsior  (1887-1956), vissuta a Boskovice in Moravia, in particolare dal suo libro Sulla reincarnazione, il karma e la vita post mortem dell'uomo nel kamaloka.  (ISBN 80-86519-07-4 del 2004). La sua opera letteraria si può paragonare per importanza all'insegnamento di Gesù, perché ha approfondito la conoscenza spirituale del Vecchio Testamento, e siamo convinti che tale opera diventerà un punto di riferimento ideologico non solo per la Repubblica ceca, ma anche per le nazioni vicine.

            Immediatamente dopo l'interruzione dell'unione fra l'Io spirituale e il corpo fisico dell'uomo, quando l'Angelo del Giudizio giudica la sua anima, gli mostra dal libro dell'uomo anche le sue azioni vitali, dall'ora della morte alla nascita. L'uomo vede cosa ha fatto di bene e di male dal punto di vista della Legge. La morte non annienta le forze del bene e del male, ma le separa e le divide. Nello stesso tempo, il corpo astrale si libera e si espande nel cosmo, suddividendosi, secondo le sette forze planetarie, in sette gusci o guaine, presupposti essenziali per vivere la liberazione dagli istinti e dalle passioni astrali nel luogo detto kamaloka. L'asse del corpo astrale e di altre componenti dell'uomo nel kamaloka è l'Io spirituale dell'uomo. La creazione di questo corpo dura 28 giorni dallo scioglimento dell'unione fra lo spirito dell'uomo e il corpo fisico. Poi l'uomo ascende per vivere il kamaloka. Chi non crede nell'esistenza del mondo spirituale può entrare nel kamaloka solo dopo aver riconosciuto che il mondo spirituale esiste. Un impulso per questo può essere l'esperienza della decomposizione del corpo fisico nella tomba. La lunghezza del kamaloka varia e dipende dalla forza dei gusci o guaine. Nel kamaloka l'uomo rivive la propria vita, dalla nascita alla morte, percependo in prima persona tutto il male che ha fatto agli altri. Le persone restano nel kamaloka finché non si liberano di tutti i gusci o guaine che contengono il male contro la Legge. Il risultato di questa esperienza è la coscienza dell'uomo. Il kamaloka non viene vissuto solo dai bambini che muoiono nei primi sette anni di vita, che possono addirittura rinascere dagli stessi genitori. Il kamaloka normalmente dura un terzo della vita. La situazione peggiore è quella dei suicidi, i quali ritengono che, morendo, possano sfuggire alla pena che meritano o, con atti terroristici, possano guadagnarsi i favori del Signore. Essi soffriranno molto. Ogni suicidio è una ribellione alla volontà di Dio. Alla fine del kamaloka di tutti i gusci o guaine, le persone passano alla sfera spirituale superiore, il cosiddetto Devachan, in cui vivono il bene che meritano per ciò che hanno fatto nella loro vita, in conformità alla Legge. Dopo un tempo variamente lungo, le persone tornano alla prima fase della vita, sulla Terra, perché solo sulla Terra possono purificarsi dal male fatto fisicamente in precedenza, e rimuovere il peso, il giudizio negativo che ostacola la priorità vitale principale, ossia la spiritualizzazione della vita impersonale in conformità alla Legge. Quanti partiti politici e quanti poteri statali hanno nei propri programmi, come priorità, creare le condizioni per l'educazione morale e l'auto-educazione dei cittadini in conformità alla Legge, e quindi aiutare (servire) i cittadini ad adempiere il senso della loro esistenza sul pianeta Terra? Esiste forse da qualche parte in Europa una facoltà di pedagogia o un'università di educazione morale alla democrazia? La vita stessa oggi ci dimostra che la morale è più importante del potere umano, dei soldi e dell'economia, perché solo la morale secondo la Legge è fonte di fiducia nei rapporti fra le persone e le loro organizzazioni.

František Venzara 6/2012



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